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“Siamo amici di famiglia e ho scoperto le doti canore di Alessandro circa dieci anni fa..."

L’avventura sanremese dei Frank Head si è conclusa felicemente e con soddisfazione, giacchè al gruppo di ‘matrice’ foggiana è stato assegnato il premio della critica ‘Mia Martini’ oltre ai diversi apprezzamenti di critici musicali e numerosissimi ‘passaggi radiofonici’. Ora i Frank Head sono ovviamente sulla cresta dell’onda, ma c’è chi aveva fiutato dieci anni fa il talento di uno dei componenti della band, il sipontino Alessandro Di Lascia. Il talent scout del cantante e chitarrista è stato Italo Caratù, noto organizzatore di show a livello nazionale, che racconta a l’Attacco la brillante carriera artistica di Alessandro.

“Siamo amici di famiglia-dichiara Caratù- e ho scoperto le doti canore di Alessandro circa dieci anni fa. Lui allora canticchiava di tanto in tanto nei locali, e accortomi della sua particolare voce, decisi di portarlo con me ad una kermesse a Benevento, dove tra gli artisti figuravano Oliviero Beha, Saverio Vallone(figlio di Ralf), Cesare Cadeo, il direttore creativo di Mediaset Gigi Reggio e Paolo Limiti. E fu proprio Paolo che alla fine dell’esibizione di Alessandro si avvicinò e mi chiese di portarlo al suo programma pomeridiano su Raiuno, poiché era rimasto folgorato del suo talento cristallino e dalla presenza scenica. Fu così che Alessandro prese parte a otto puntante della trasmissione di Limiti”. Caratù analizza le doti artistiche di Di Lascia.

“Ha colpito per la sua naturalezza da cantante consumato e la sua padronanza dei mezzi tecnici. Per questo l’ho portato con me in tanti spettacoli, su tutti ‘Serenata Celeste’ che ancora oggi detiene in assoluto il record di ascolti su rete4. Alessandro si destreggiò bene tra i grandi artisti presenti: Natalia Estrada, Manlio Dovì, Manuela Villa e Nuovi Angeli-e sottolinea- A distanza di anni devo ammettere che ora è proprio maturato, soprattutto per quanto riguarda la presenza scenica. La scuola di Mogol è stata fondamentale per la sua crescita, ma lui già aveva un importante bagaglio di esperienza, che ha maturato con i vari spettacoli che ha fatto con me per circa un anno. Ora si è raffinato, ma era chiaro che fosse un predestinato, lo amo definire un talentuoso”.

Ovviamente Alessandro ha dovuto superare mille ostacoli per arrivare al successo, e ora improvvisamente molti concittadini lo acclamano come eroe. “Nessuno è profeta in patria, lo consideravano uno dei tanti- afferma Caratù-  Io ho portato, porto e porterò sempre Alessandro nel cuore. E ci sono tante piccole coincidenze curiose che segnano lo stretto legame che ho con lui. Alessandro si è esibito a Sanremo il 25 febbraio giorno del mio compleanno, che io non festeggiavo da cinque anni, perché proprio in questa data è morto il mio grande ed inimitabile amico Alberto Sordi. E proprio lunedì ho ricominciato a gioire il giorno del mio compleanno. Inoltre per loro comunque vada sarà un successo e questa frase è stata coniata da Piero Chiambretti, che quest’anno è stato il co-conduttore del festival. Insomma è al posto giusto al momento giusto.

Alessandro è stato caparbio nell’insistere e nell’inseguire il suo sogno. Ha fatto tanti sacrifici, come quello di trasferirsi a Roma lontano dai suoi affetti. E sono convinto che lui riuscirà a restare con successo nel mondo della musica, e la loro canzone sarà il tormentone dell’estate, perché già il mattino seguente alla loro esibizione al Festival la gente canticchiava il loro motivetto”. Ma attualmente Alessandro è il componente di un estroso trio che ha impressionato Italo Caratù.

“L’abbigliamento ha colpito molto, Alessandro appare il più serioso- dice Caratù- Alessandro quando è accompagnato da un band dà il meglio di se stesso, dà quel nonsochè  che lo fa esplodere. E’ un talento nato ma che ha saputo assorbire come una spugna tutti i trucchi del mestiere. E’ davvero un personaggio che darà lustro a Manfredonia”.  

articolo di Matteo Palumbo